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Il Made in Italy nel Decreto Crescita

Tutela del Made in Italy nel testo finale del Decreto Crescita.

Nel testo definitivo della legge di conversione del Decreto Crescita, vi sono alcune misure fondamentali a tutela del Made in Italy.

Benefici fiscali per la tutela e la promozione dei marchi, voucher per le startup, norme contro l’italian sounding.

Italian sounding

L’articolo 32 del Decreto Crescita è intitolato “Contrasto all’Italian sounding e incentivi al deposito di brevetti e marchi”.

L’Italian Sounding è il fenomeno per cui un prodotto ha un nome e caratteristiche che richiamano prodotti italiani celebri e di qualità, senza esserlo davvero. Questo fenomeno oltre ad essere antipatico impatta anche sulle aziende nazionali, con ripercussioni economiche.

E’ previsto, quindi, un contributo pari al 50% delle spese sostenute per la tutela legale dei prodotti Made in Italy colpiti dall’italian sounding o per realizzare campagne informative e di comunicazione finalizzate a consentire l’immediata identificazione del prodotto italiano rispetto ad altri prodotti.

Sarà un apposito decreto a stabilire le regole attuative identificando con precisione le spese ammesse.

In generale, sono inserite nuove norme al Codice di proprietà industriale per identificare le pratiche di italian sounding.

Voucher per le startup

Inoltre, viene prevista l’istituzione di un voucher, per supportare la valorizzazione del processo di innovazione nel triennio 2019-2021, che le start up innovative possono spendere per acquisire servizi specialistici riferiti in particolare a tre attività:

  • verifica della brevettabilità dell’invenzione e ricerche di anteriorità preventive
  • stesura della domanda di brevetto e di deposito presso l’Ufficio italiano Brevetti e Marchi
  • estensione all’estero della domanda nazionale.

Anche in questo caso sarà emesso un apposito decreto dal Ministero dello Sviluppo economico.

Brevetti e marchi

Bandi brevetti e marchi maggiormente pensati per andare incontro alle imprese, soprattutto se aperte da giovani o startup.

Agevolazione per sostenere la promozione all’estero di marchi collettivi.

Infine, nasce il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale, al quale possono iscriversi i titolari o licenziatari esclusivi di marchi d’impresa registrati da almeno 50 anni, che devono dimostrare l’uso continuativo da almeno cinquanta anni del marchio, «utilizzato per la commercializzazione di prodotti o servizi realizzati in un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata al territorio nazionale».

Il marchio può essere usato per finalità commerciali o promozionali.

Previsto anche un “fondo per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale”, che può intervenire nel capitale delle imprese in crisi, per salvaguardare livelli occupazionali e prosecuzione dell’attività, nel rispetto delle norme europee sugli aiuti de minimis.

 

 

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