I dati del Rapporto Export 2019

I dati del Rapporto Export 2019

Il Rapporto realizzato dall’Ufficio Studi SACE-SIMEST 2019 conferma il ruolo chiave dell’export come traino dell’economia italiana.

Il Report ha evidenziato i dati relativi all’andamento dell’export italiano negli ultimi anni.

Il 2017 si era chiuso con un eccellente +7,6% per l’export italiano.

Nel 2018 si è registrato un rallentamento soprattutto a causa delle tensioni commerciali internazionali tra Stati Uniti e Cina. Lo scorso anno si è chiuso con un aumento del valore dell’export italiano del +3,1%, per un totale di 463 miliardi di euro di beni venduti.

L’UE e l’Italia sono state colpite soltanto marginalmente dai dazi introdotti dall’amministrazione americana. Ma il deterioramento generalizzato della fiducia degli operatori ha inevitabilmente inciso sull’andamento degli scambi e, di conseguenza, anche sul nostro export.

Per il 2019 si prevede che l’export continui a crescere, chiudendo con un incremento del +3,4%, contro il +3,1% del 2018. Per il triennio 2020-2022 si prevede una ripresa ancora più consistente, pari al +4,3% in media.

Mercati

Tra i mercati più promettenti per le PMI del Made in Italy si segnalano, con tassi stimati superiori al 7%: Vietnam, Cina e India.

Interessanti anche le stime per Indonesia (+5,3%), Kenya e Qatar, Sudafrica.

Oltre ai dati, il Report fornisce anche schede e approfondimenti, testimonianze e consigli pratici per le PMI che intendono esportare in mercati emergenti come Brasile, India ed Emirati. In questi mercati, secondo il Report, nel 2022 l’export italiano crescerà di 2,5 miliardi di euro rispetto al 2018.

Settori

Il settore del Made in Italy più apprezzato all’estero è l’agrifood, che cresce del +3,8%, seguito da beni intermedi (+3,6%), beni di consumo (+3,4%) e beni di investimento (3,1%).

Andamenti macroeconomici.

Il Report analizza gli scenari legati alla cosiddetta guerra dei dazi – ipotizzando un rallentamento della Cina e delle economie emergenti –  ed alla Brexit che, con la sua modalità disordinata, impatterebbe sulla domanda di Made in Italy nelle economie avanzate

Diversa la situazione di paesi come Brasile, India ed Emirati che stanno varando programmi di upgrade industriale, miglioramento infrastrutturale e sviluppo urbanistico per sostenere la crescita.

Stanno dimostrando maggiore apertura alle partnership estere che potranno tradursi in nuove opportunità per le imprese italiane di macchinari, apparecchi elettrici, metalli, prodotti chimici e farmaceutici, alimentari e bevande, tessile e abbigliamento.